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29 dicembre 2010 3 29 /12 /dicembre /2010 10:29

Stamane ho visto al Tg del mattino le famose statistiche riguardanti la spesa degli Italiani per il Natale 2010.

Anche quest'anno ci è stato spiegato che il Natale è stato più frugale e meno partecipato dal punto di vista economico.

Un Natale, insomma, dove il regalo più bello è quello più utile, perlomeno a detta dei giornali, e dove le famiglie italiane si sono destreggiare nello spendere poco e bene, senza perdere di vista i due fari principali: stare insieme e dimostrare affetto verso i propri cari.

La mia è una famiglia tipica da questo punto di vista.......

preparativi infiniti eseguiti alla regola d'arte almeno due settimane prima della fatidica cena di Santo Stefano, telefonate  affannose ai parenti per conoscere che regali fare e che pietanze preparare per il pranzo di Natale dalla zia ( rigorosamente la crostata di mia madre, immancabile costante annuale), pettegolezzi di fine anno sulla sorte di cugini alla lontana o su amici d'infanzia dei miei genitori.

Insomma il classico polpettone di Natale.

Come però dicevo prima, quest'anno qualcosa è cambiato: la crisi ha colpito un pò più duramente gli italiani, che si sono forse resi conto di essere più vulnerabili di prima, nonostante le notizie su di una debole ripresa.

Si ritorna al tanto pubblicizzato "regalo utile", o il famoso "pensierino" oppure si confessa, ahimè, che i regali sono stati fatti solo ai bambini, unici veri e propri aventi diritto al festeggiamento del Natale.

Per quel che mi riguarda il regalo più bello che io possa dir di avere ricevuto è quello di una risata condita dalla presenza dei miei cari.

Io adoro il Natale per un solo motivo: stare insieme alle persone della famiglia che contano di più.

Quando ormai 18 anni fa i miei decisero di trasferirsi dall'altro lato della Lombardia, i contatti con i miei zii e cugini si interruppero bruscamente.

Prima ci si vedeva tutti i giorni, o quasi, salvo casi particolari, poi, di colpo, si cominciò a passare alle mere telefonate, che da quotidiane divenirono settimanali, e così via.

Il Natale, come la Pasqua, sono diventati i momenti nei quali si poteva condividere dei momenti con queste persone, che un tempo davo per scontate ed ora riscopro sempre un po' di più.

Adesso ritrovarsi a tavola con i parenti significa seguire i progressi di carriera di mio cugino, partecipare all'ansia di mia cugina per la propria avventura da giornalista-pubblicista e per la convivenza recente con il proprio ragazzo, sentire più vicino una mia zia che sta soffrendo per una forma di periartrite, osservare mio zio mentre racconta, con la lentezza che gli è propria, delle esperienze lavorative prima della pensione, ascoltare dei tentativi di un secondo zio, volti a tutelare il posto di lavoro di un suo collega marocchino.

Ogni storia è una scoperta, ogni racconto un pezzo di vita che ignoravo, forse colpevolmente nell'era della comunicazione globale, ma che mi arricchisce e mi rende più partecipe dei loro piccoli mondi.

Poco importa che la maggior parte di questi incontri finiscano con finti litigi tra mio padre e mio zio su quanto sia gratificante fare il manutentore, se Leonardo è uno stronzo (cit. bambino intervistato su Skysport 24) perché ha tradito il Milan, oppure se Gianfranco Fini sia meglio o no del Silvio Nazionale.

Poco importa se il fulcro del pranzo si trasforma in un enorme salone di bellezza dove le signore della famiglia sfogano il loro estro creativo, raccontando episodi di Sci-Fi gossip, aggiungendo a piacere dettagli piccanti, quali guardoni, preti libertini, macchine di lusso e attori di Cinecittà.

Poco importa anche per la costante necessità di avere un accesso alla rete in casa, per potere controllare nervosamente chi su Facebook ha osato non fare gli auguri a chi, per poi fantasticare sul perchè.

Io adoro il Natale per la famiglia, per il cappone della zia, per le paranoie di mio cugino, per l'ottimismo di mio padre, per i segnaposto colorati, per la Messa di Natale, per le bestemmie di mio zio, per i racconti delle conquiste di mia cugina, per gli incoraggiamenti della famiglia, per il mascarpone ed il panettone.

Del resto è tutto qui il senso del Natale: condivisone e gioia. 

Buon Natale a tutti.

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Published by BeppeDr82
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commenti

Rita 12/31/2010 10:38



Anche se Natale è ormai passato... ma visto che ogni giorno è Natale... BUON NATALE BEPPE!!! ti auguro un felicissimo 2011,  e che tutti i tuoi sogni diventino realtà!


Un bacione dalla tua amica veneta! :) 



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